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Ranking registrar .com: Squarespace supera 9 milioni, Namecheap e Cloudflare crescono

23 giugno 2026
Ranking registrar .com: Squarespace supera 9 milioni, Namecheap e Cloudflare crescono

Il mercato dei domini .com resta concentrato, ma non immobile. I dati registrar-by-registrar pubblicati da ICANN su base Verisign e analizzati da Domain Name Wire per febbraio 2026 mostrano una fotografia interessante: GoDaddy continua a dominare per volumi complessivi, mentre Namecheap, Hostinger, Cloudflare e Squarespace sono tra i nomi che hanno guadagnato più terreno negli ultimi dodici mesi.

Per chi investe in domini, questi numeri non sono solo una classifica industriale. Dicono dove si stanno spostando registrazioni, rinnovi, trasferimenti e canali retail. In un mercato in cui il costo di mantenimento dei portfolio conta sempre di più, la crescita di alcuni registrar segnala anche quali piattaforme stanno intercettando meglio piccoli business, creator, sviluppatori e domain investor.

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Squarespace sopra quota 9 milioni di .com

Il dato più immediato è il superamento dei 9 milioni di domini .com gestiti da Squarespace. Nel ranking dei domini .com totali, la società risulta quinta con circa 9,1 milioni di nomi, dietro GoDaddy, Namecheap, Newfold Digital e Tucows. È un passaggio significativo perché conferma la forza dei canali integrati sito-dominio: molti utenti non acquistano più il dominio come prodotto isolato, ma come parte di un pacchetto con website builder, email, hosting o strumenti per vendere online.

GoDaddy resta nettamente primo, con oltre 52,5 milioni di .com nel perimetro considerato. Namecheap è seconda con quasi 13 milioni, mentre Newfold Digital e Tucows restano sopra i 9 milioni. La distanza dal leader rimane enorme, ma la parte interessante è la dinamica: alcuni grandi gruppi arretrano anno su anno, mentre operatori più aggressivi sul prezzo, sull’esperienza utente o sull’integrazione con altri servizi continuano a crescere.

Namecheap guida la crescita annuale, Cloudflare accelera

Nel confronto a dodici mesi, Namecheap emerge come il principale vincitore: secondo la lettura di Domain Name Wire, il gruppo ha aggiunto quasi 2 milioni di .com netti rispetto all’anno precedente, includendo anche Spaceship nel perimetro. Hostinger segue con oltre 1,2 milioni di .com in più, mentre Cloudflare supera il milione di incremento netto.

Questi movimenti sono coerenti con una fase in cui il dominio diventa sempre più una leva di acquisizione cliente. Hostinger spinge sull’offerta hosting a basso attrito, Cloudflare usa il dominio come elemento di un ecosistema più ampio di sicurezza, DNS e performance, Namecheap continua a presidiare il segmento prezzo/servizio e Spaceship aggiunge una proposta più moderna per utenti retail e investitori.

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Nuove registrazioni: GoDaddy primo, ma il gruppo inseguitori è vivace

Sulle nuove registrazioni .com di febbraio, GoDaddy è ancora al primo posto con circa 639 mila aggiunte. Namecheap segue con circa 467 mila. Dietro, Squarespace e Hostinger sono molto vicine, entrambe sopra quota 200 mila nuove registrazioni nel mese, mentre Cloudflare supera i 134 mila nuovi .com.

Per il domain investing, il dato mensile va letto con cautela: le nuove registrazioni non equivalgono automaticamente a qualità del portafoglio o a domanda finale sostenibile. Tuttavia aiutano a capire dove si concentra l’attività retail. Quando un registrar cresce molto nelle nuove registrazioni, può avere più influenza su pricing promozionale, aftermarket integrato, flussi di scadenza, strumenti di gestione e abitudini degli utenti finali.

Non è un caso che nel ranking compaiano anche Dynadot, Porkbun, Gname, TurnCommerce e altri operatori molto familiari a chi compra e vende domini. Alcuni sono forti sul pubblico retail internazionale, altri hanno un ruolo rilevante nelle dinamiche di drop catching, portfolio management o registrazioni speculative.

Chi perde terreno e perché il dato conta

La stessa classifica indica anche i gruppi con maggiori cali netti nell’ultimo anno. Newfold Digital, Tucows, GoDaddy e TurnCommerce risultano tra quelli con arretramenti più ampi in termini di domini .com gestiti. Un calo non implica necessariamente una crisi: può riflettere pulizia di domini non rinnovati, minore dipendenza da promozioni, perdita di trasferimenti, cambiamenti di canale o scelte più selettive sul portafoglio clienti.

Per gli investitori, però, questi segnali sono utili. Un registrar in forte crescita può diventare più rilevante per acquisizioni, marketplace, aste interne e servizi aggiuntivi. Un registrar in calo può invece cambiare strategia commerciale, aumentare la pressione sui margini o rivedere le condizioni per rinnovi e trasferimenti. In entrambi i casi, la scelta del provider non è neutrale: costi, usabilità, sicurezza account, supporto e integrazione aftermarket incidono sul rendimento reale di un portfolio.

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La lettura Webinvest

Il messaggio principale è che il .com resta il terreno centrale della competizione, ma la distribuzione del potere tra registrar sta cambiando ai margini. GoDaddy rimane il riferimento per scala, Namecheap consolida la posizione da secondo polo globale, Squarespace conferma la forza del modello integrato e Cloudflare dimostra che sicurezza, DNS e performance possono trainare anche il business delle registrazioni.

Chi gestisce domini con logica di investimento dovrebbe monitorare questi ranking come indicatori operativi, non come semplici classifiche. La crescita di un registrar può anticipare nuove funzioni, maggiore liquidità interna o politiche più aggressive sui trasferimenti. Allo stesso tempo, l’aumento dei costi di rinnovo e la frammentazione dei servizi rendono più importante confrontare il costo totale di gestione, non solo il prezzo iniziale di registrazione.

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Fonte: Domain Name Wire

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