Il dibattito sulla governance di Internet torna al centro dell’agenda internazionale con il percorso WSIS+20, la revisione a vent’anni del World Summit on the Information Society. In un intervento pubblicato da ICANN, Angela Wibawa ha sostenuto la necessita di trasformare l’Internet Governance Forum in una sede permanente, piu stabile e meglio finanziata.
Per chi segue domini, DNS e nuovi gTLD, il tema puo sembrare distante dalle dinamiche quotidiane di registrazioni, marketplace e dispute. In realta non lo e. Il funzionamento del namespace globale dipende da un equilibrio delicato tra governi, comunita tecnica, imprese, societa civile e utenti. Se questo equilibrio si indebolisce, anche le regole che incidono su registry, registrar, accesso ai dati e sicurezza DNS diventano piu esposte a decisioni frammentate o puramente politiche.
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Perche un IGF permanente riguarda anche il DNS
L’IGF nasce come spazio di confronto, non come regolatore. Questo e il suo limite, ma anche il suo valore. Non assegna domini, non scrive contratti di registry e non sostituisce ICANN. Offre pero un luogo dove le diverse parti possono discutere temi che poi ricadono sulle infrastrutture: sicurezza, accesso, interoperabilita, responsabilita delle piattaforme, identita digitale, intelligenza artificiale e frammentazione della rete.
ICANN difende da anni il modello multistakeholder, cioe un processo in cui le decisioni non sono lasciate solo agli Stati o solo agli operatori privati. Nel settore domini questo modello e visibile ogni volta che si parla di nuovi gTLD, Universal Acceptance, DNS abuse, RDAP, protezione dei marchi o gestione delle richieste sui dati di registrazione. Un IGF stabile puo diventare il punto di raccordo politico dove questi temi vengono letti dentro una cornice piu ampia.
La richiesta di permanenza, quindi, non e un dettaglio organizzativo. Significa evitare che il forum resti legato a rinnovi periodici, budget incerti e priorita variabili. Una sede permanente puo dare continuita ai lavori, attrarre piu partecipazione dai paesi meno rappresentati e rendere piu prevedibile il confronto tra governi e comunita tecnica.
Il collegamento con nuovi gTLD e fiducia digitale
Il 2026 e anche l’anno della nuova finestra ICANN per i nuovi gTLD. La scadenza del 12 agosto 2026 rende concreto un tema che per anni e rimasto teorico: chi avra diritto a gestire nuovi spazi del DNS, con quali obblighi e con quale legittimazione pubblica?
In questo scenario, il dibattito WSIS+20 pesa per almeno tre ragioni. La prima e geopolitica: alcuni governi spingono per una maggiore sovranita digitale e potrebbero preferire modelli piu intergovernativi. La seconda e operativa: registry e registrar hanno bisogno di regole globali compatibili, non di requisiti nazionali incoerenti. La terza riguarda la fiducia: se l’identita online passa sempre piu da domini, certificati, record DNS e segnali leggibili anche dalle macchine, la governance deve rimanere aperta ma robusta.
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La questione non riguarda solo i grandi operatori. Anche investitori, aziende e consulenti che lavorano sui domini subiscono gli effetti di una governance piu o meno prevedibile. Un mercato liquido richiede regole chiare su dispute, uso dei dati, trasferimenti, sospensioni e obblighi anti-abuso. Quando la governance diventa instabile, il rischio non resta nei documenti: si traduce in costi, incertezza e minore appetito per investimenti di lungo periodo.
Il rischio della frammentazione
Uno dei punti impliciti nella posizione ICANN e la difesa di un Internet unico e interoperabile. La frammentazione non nasce solo da blocchi nazionali o reti chiuse. Puo emergere anche da standard divergenti, requisiti locali incompatibili, pressioni sulla risoluzione DNS o sistemi alternativi che promettono identita e naming fuori dal perimetro tradizionale.
Per questo la governance Internet non e un esercizio accademico. Un namespace globale funziona se un dominio risolve nello stesso modo, con aspettative coerenti, da giurisdizioni diverse. La stabilita del DNS e il valore economico dei domini dipendono anche da questa prevedibilita. Un IGF permanente non risolve da solo il problema, ma puo mantenere aperto il dialogo prima che le scelte nazionali diventino incompatibili tra loro.
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La lettura Webinvest
La proposta di rafforzare l’IGF va letta come un segnale difensivo e strategico. Difensivo, perche il modello aperto di Internet e sottoposto a pressioni crescenti. Strategico, perche il prossimo ciclo dei nuovi gTLD, l’AI e la domanda di identita verificabile renderanno il DNS ancora piu centrale nelle infrastrutture digitali.
Per il mercato domini, la lezione e semplice: il valore di un nome non vive solo nella parola chiave, nell’estensione o nel prezzo di rinnovo. Vive anche nella fiducia del sistema che lo rende raggiungibile, trasferibile e riconosciuto globalmente. Se il quadro di governance resta aperto, stabile e partecipato, il namespace continua a essere un’infrastruttura economica affidabile. Se si frammenta, anche i migliori domini diventano asset piu difficili da valutare.
Fonte: ICANN, “A Permanent Internet Governance Forum: The Work Ahead”
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