La consultazione pubblica ICANN sulle nuove e aggiornate Reference Label Generation Rules per i domini internazionalizzati si è chiusa il 23 giugno 2026. A prima vista può sembrare un passaggio riservato a tecnici DNS e registry operator, ma in realtà tocca un punto centrale per il futuro dei domini: come rendere utilizzabili scritture locali e non latine senza compromettere stabilità, sicurezza e coerenza del sistema dei nomi.
ICANN ha messo in consultazione due nuove Reference LGR per il secondo livello, dedicate alla scrittura Javanese e alla scrittura Unified Canadian Aboriginal Syllabics. In parallelo, ha proposto sei aggiornamenti a regole già esistenti, tra cui l’aggiunta di due caratteri alla LGR araba per supportare il sistema di scrittura Pegon, usato in Indonesia per lingue locali e contesti culturali, religiosi ed educativi.
Leggi anche: ICANN prepara il filtro anti name collision per i nuovi gTLD 2026
Perché le LGR contano per i domini IDN
Le Label Generation Rules definiscono quali caratteri possono essere accettati in una determinata scrittura, quali combinazioni sono valide e come gestire varianti potenzialmente confondibili. Nel mondo degli IDN, cioè i domini che usano caratteri non limitati all’alfabeto latino di base, questo passaggio è essenziale: senza regole condivise, registry diversi potrebbero trattare in modo incoerente nomi simili, varianti grafiche o caratteri con rischi di ambiguità.
Il punto non è soltanto permettere la registrazione di domini più vicini alle lingue locali. Ogni nuova estensione o tabella IDN deve essere valutata anche rispetto a phishing, spoofing, varianti equivalenti e interoperabilità. Le Reference LGR servono proprio a dare ai registry una base machine-readable e verificabile, utile nelle revisioni delle tabelle IDN presentate dagli operatori gTLD.
Nel round 2026 dei nuovi gTLD, questo aspetto può diventare più visibile. Se cresceranno le domande legate a comunità linguistiche, territori, brand locali o servizi pubblici, la qualità delle regole IDN diventerà parte della capacità operativa di un registry. Non basta desiderare un dominio in scrittura locale: bisogna poterlo gestire in modo prevedibile per registrar, resolver, browser, sistemi email e strumenti di sicurezza.
Javanese, Pegon e inclusione linguistica
La componente indonesiana è particolarmente interessante per chi segue il mercato dei domini. La nuova LGR Javanese e l’aggiornamento relativo a Pegon mostrano come il lavoro sugli IDN stia uscendo dalla sola dimensione dei grandi alfabeti globali. Qui entrano in gioco scritture con forte valore culturale, usate da comunità specifiche e con un potenziale legame con identità territoriali, istruzione, patrimoni linguistici e servizi locali.
In uno dei commenti pubblicati nella consultazione, il supporto a Javanese e Pegon viene collegato alla diversità linguistica, alla conservazione culturale e alla possibilità per le comunità locali di rappresentare la propria identità anche nei nomi a dominio. Il Registries Stakeholder Group ha espresso apprezzamento per il lavoro sulle Reference LGR, sottolineando il valore degli IDN per competizione e scelta degli utenti.
Leggi anche: ICANN, più domande agevolate per i nuovi gTLD: cosa cambia nel round 2026
Il punto operativo per registry e registrar
Per i registry, regole più chiare significano meno incertezza nel disegno delle policy di registrazione e nella gestione delle varianti. Per i registrar, invece, il tema si traduce in comunicazione al cliente, controlli in fase di ricerca dominio, prevenzione di registrazioni non valide e gestione di nomi che possono apparire simili ma non equivalenti. È un lavoro poco visibile rispetto al marketing di una nuova estensione, ma incide sulla qualità del lancio.
La consultazione ICANN include anche aggiornamenti per Inuktitut, giapponese e latino, a conferma che le LGR sono un processo continuo. Ogni modifica può derivare da nuove analisi, allineamenti con la Root Zone LGR o necessità emerse dalle comunità linguistiche. Dopo l’esame dei commenti, ICANN prevede la pubblicazione delle versioni finali nella pagina dedicata alle Second-Level Reference LGR; il report della consultazione è indicato per il 7 luglio 2026.
Per gli investitori in domini, il tema va letto con equilibrio. Gli IDN non sono automaticamente un mercato liquido e universale, soprattutto quando riguardano scritture molto locali. Tuttavia possono avere valore strategico per istituzioni, progetti culturali, brand territoriali, editoria locale, education e servizi pubblici digitali. Il valore non nasce dalla rarità astratta del carattere, ma dall’uso reale, dalla riconoscibilità nella comunità di riferimento e dalla capacità tecnica dell’ecosistema di supportarlo.
Leggi anche: ICANN semplifica i dati pubblici sui domini: accesso CSV senza login
La lettura Webinvest
Il lavoro sulle LGR è una delle parti meno appariscenti del mercato domini, ma è anche una delle più concrete. Senza standard condivisi, l’internazionalizzazione del DNS resta uno slogan: con regole verificabili, invece, diventa una funzione che registry e registrar possono implementare con minori rischi.
Per Webinvest il segnale è chiaro: il round 2026 dei nuovi gTLD non sarà soltanto una competizione su stringhe commerciali, prezzi premium e portafogli difensivi. Ci sarà anche una dimensione di infrastruttura linguistica, dove comunità locali e operatori tecnici dovranno dimostrare che inclusione e sicurezza possono convivere. Chi valuta domini IDN o nuove estensioni legate a identità locali dovrebbe guardare meno alla suggestione iniziale e più a tre fattori: regole LGR solide, domanda d’uso verificabile e supporto reale da parte di registrar, browser e applicazioni.
Fonte: ICANN, Additional Reference Label Generation Rules and Related Updates
← Tutte le news