WEBINVEST.IT

ICANN, più domande agevolate per i nuovi gTLD: cosa cambia nel round 2026

23 giugno 2026
ICANN, più domande agevolate per i nuovi gTLD: cosa cambia nel round 2026

Il round 2026 dei nuovi gTLD entra in una fase più concreta anche sul fronte dell’accessibilità economica. Le statistiche ufficiali pubblicate da ICANN per l’Applicant Support Program indicano 27 candidature pienamente approvate, con pagamento ricevuto, e 16 candidature approvate condizionatamente, ancora in attesa del passaggio economico necessario per completare il percorso. Domain Incite ha segnalato il recente aumento delle domande approvate, evidenziando come il programma stia diventando uno dei tasselli più osservati del nuovo round.

Il punto non è soltanto amministrativo. Il costo per presentare una domanda gTLD resta alto e il programma di supporto nasce per ridurre una barriera che nel round 2012 aveva limitato la partecipazione di molte realtà fuori dai grandi operatori commerciali. Nel 2026 ICANN prova a correggere quella asimmetria con riduzioni sulle fee, assistenza operativa e strumenti pensati per candidati con risorse finanziarie o tecniche più limitate.

Leggi anche: Nuovo round gTLD ICANN: opportunità per brand, città e community

Che cos’è l’Applicant Support Program

L’Applicant Support Program, spesso abbreviato in ASP, è il canale con cui ICANN offre assistenza a soggetti che vogliono candidarsi per un nuovo gTLD ma non dispongono delle stesse risorse di grandi brand, registry consolidati o gruppi infrastrutturali. Il supporto può includere una riduzione delle fee di valutazione, accesso a percorsi formativi, consulenza, risorse informative e collegamento con fornitori professionali pro bono.

Secondo le informazioni del programma, i candidati qualificati possono ottenere una riduzione del 75-85% sulle fee di valutazione del New gTLD Program. È una differenza materiale: non elimina tutti i costi di progettazione, compliance, back-end registry, consulenza legale e marketing, ma può trasformare una candidatura impossibile in una candidatura almeno valutabile.

La distinzione tra approvazione condizionata e piena approvazione è importante. Una candidatura condizionata ha superato una fase rilevante del processo, ma non ha ancora completato tutti i passaggi richiesti, incluso il pagamento previsto. La piena approvazione, invece, indica che ICANN ha ricevuto il pagamento e che il candidato ha consolidato la propria posizione nel percorso di supporto.

Perché i numeri contano nel round 2026

Il round 2026 è il primo vero nuovo ciclo di domande gTLD dopo molti anni. Nel frattempo il mercato è cambiato: i brand hanno maturato maggiore consapevolezza sulla protezione digitale, le community cercano spazi identitari più riconoscibili e il settore registry si è concentrato attorno a operatori più grandi. In questo contesto, un programma di supporto credibile può incidere sulla varietà delle stringhe che arriveranno alla valutazione.

Se l’accesso resta dominato solo da soggetti con budget elevati, il round rischia di produrre soprattutto estensioni difensive, dot-brand e progetti commerciali già finanziati. Se invece l’ASP funziona, potrebbero emergere candidature territoriali, linguistiche, culturali, no profit o settoriali che nel 2012 avrebbero avuto poche possibilità di arrivare fino in fondo.

Leggi anche: ICANN accelera sui gTLD collegati a blockchain e naming alternativi

Per il mercato secondario dei domini, questo passaggio non va letto come una semplice notizia di policy. Ogni nuovo gTLD cambia, anche solo in parte, la mappa della domanda: può creare spazi premium, generare registrazioni difensive, spostare budget dai ccTLD o dai gTLD esistenti e aprire nicchie in cui il naming diventa più verticale. La qualità delle candidature supportate sarà quindi più importante del numero grezzo di domande approvate.

Il nodo dei costi oltre la fee ICANN

La riduzione della fee è il primo ostacolo, ma non l’unico. Gestire un gTLD richiede continuità finanziaria, competenze di compliance, accordi tecnici con un Registry Service Provider, politiche anti-abuso, procedure per i dati di registrazione e capacità di sostenere una fase di lancio. Un candidato supportato da ICANN resta comunque responsabile di un’infrastruttura critica del DNS.

Per questo la crescita delle approvazioni ASP va valutata con equilibrio. Da un lato è un segnale positivo: ICANN sta rendendo più reale la promessa di un round meno chiuso. Dall’altro, il mercato dovrà capire quanti candidati arriveranno davvero alla domanda gTLD completa, quanti supereranno la valutazione e quanti avranno un modello sostenibile dopo la delega.

Leggi anche: ICANN termina quattro registrar gTLD: il segnale sulla compliance

Implicazioni per brand, community e registry

Per i brand, l’aumento delle candidature supportate significa monitorare con attenzione le stringhe che emergeranno. Non tutte saranno concorrenti dirette, ma alcune potrebbero toccare mercati verticali, termini generici o aree geografiche sensibili. La protezione del marchio non si gioca solo nella fase sunrise dei futuri TLD: inizia già dalla lettura del panorama applicativo.

Per community e soggetti pubblici, l’ASP può rappresentare una finestra concreta. Una città, una lingua, un settore professionale o un progetto culturale possono usare un gTLD come infrastruttura di identità, non solo come operazione commerciale. Tuttavia, proprio perché il gTLD è un impegno di lungo periodo, serve una governance credibile prima ancora del marketing.

Per i registry e i fornitori tecnici, infine, l’aumento di candidati agevolati può aprire nuove partnership. Molte candidature supportate avranno bisogno di back-end, consulenza policy, strumenti di compliance e supporto nel lancio. La partita non sarà solo su chi presenta la domanda, ma su chi riuscirà a costruire un ecosistema operativo attorno alla stringa.

La lettura Webinvest

La crescita dell’Applicant Support Program è una delle misure più concrete per capire se il round 2026 sarà diverso da quello del 2012. I numeri attuali non garantiscono automaticamente maggiore diversità nella root, ma indicano che esiste una base di candidati che sta tentando di superare la barriera economica iniziale.

La vera verifica arriverà più avanti: quali stringhe saranno presentate, quali supereranno valutazione e contenziosi, e quali avranno abbastanza domanda finale da reggere dopo il lancio. Per chi investe, registra o protegge domini, il messaggio è semplice: il 2026 non va seguito solo per i nomi più rumorosi, ma anche per i candidati sostenuti da ICANN, perché potrebbero anticipare nuove nicchie di domanda.

Fonte: statistiche ufficiali ICANN Applicant Support Program; riscontro: Domain Incite.

← Tutte le news